RELAZIONE DEL CONVEGNO DIOCESANO DELL’APOSTOLATO DELLA PREGHIERA DI TERESA F.

CONVEGNO DIOCESANO “APOSTOLATO DELLA PREGHIERA”

 Risultati immagini per messa celebrata da mons fernando filograna

Ieri a Nardò si è tenuto il Congresso Diocesano dell’Apostolato della Preghiera.

In un luogo sacro come la Cattedrale e dopo la preghiera dei Vespri , tenuta dal nostro Parroco don Tommaso, il Vescovo Mons. Fernando Filograna ha esposto ai presenti temi e contenuti altamente spirituali.

Con il suo garbo e con l’uso del plurale maiestatis, ci ha fatti entrare sino in fondo alla nostra anima, ritrovandoci d’un tratto a tu per tu con il Signore.

Il fervore, lo zelo, l’amore non devono perdere il vigore e la forza iniziale. Tutti i cristiani che pregano sono essenziali alla Chiesa, perché la sostengono, essi sono i mattoni che tengono in piedi un edificio, qual è la fede.  Il peccato ci allontana dalla Via, ma il Sacramento della riconciliazione ci permette di tornare in carreggiata. Anche davanti ai piccoli peccati veniali dobbiamo preoccuparci di scuoterceli di dosso, permettendo alla nostra anima e al nostro cuore di rimanere in contatto con il Cuore Sacratissimo di Gesù. Il Vescovo ha usato la metafora della piccola goccia d’acqua, che è un nulla, è innocua, ma una piccola goccia,cadendo incessantemente, può scavare solchi profondi sino a sgretolare la roccia più dura: questo è il peccato veniale, veniale si, ma può minare nel profondo la nostra anima, allontanandoci da Dio senza neanche accorgersi che la distanza è diventata un abisso incolmabile.

Quindi bisogna svuotarsi dal peccato e dalla tristezza che esso porta e questo vuoto riempirlo dell’amore e della gioia di Gesù, essere infiammati dal Suo amore. Ritornare ad essere amici di Gesù significa riempirsi dell’amore di Dio, perché siamo noi i destinatari di questo amore.

“ il mio amore regna nella sofferenza, gioisce nell’unità, trionfa nell’umiltà”

La tenerezza e la misericordia di Dio sono la via dell’amore. La misericordia di Dio permette all’uomo di ritornare a vivere dopo il peccato, riconciliandosi a lui con il suo perdono. Se ci apriamo alla Sua misericordia, anche noi, di conseguenza, siamo disponibili a perdonare gli altri quando siamo offesi o insultati o umiliati.

Il compito dei consacrati e degli zelanti è quello di tenere vivo l’amore verso Dio con la preghiera e la carità; che il fuoco iniziale non abbia mai a spegnersi nel nostro cuore e nella nostra anima, perché quando ciò accade, perdiamo la nostra identità di figli amati da Dio.

Bisogna alimentare ogni giorno questa fiamma, anzi ogni momento della nostra vita, solo così saremo capaci di comunicare agli altri il calore della fede. Quando il fuoco e la passione iniziali si spengono entra lo scoraggiamento, la sfiducia. Dobbiamo lottare, anche se non piaciamo a noi stessi, dobbiamo conoscere i nostri difetti e i nostri errori e combatterli, perché questo è essere Santi.

Le piccole mortificazioni e penitenze che il Signore mi chiede o quelle che faccio di mia iniziativa, le devo offrire a Lui senza lamentarmi e accettandoli con amore; non facciamoci mai trascinare dal peccato, dalla pigrizia, dall’indifferenza, dalla freddezza. Quando questo avviene perdiamo fervore, smalto e gioia, diventando automi che pregano senza capire quello che dicono, senza amore, solo meccanicamente. Così a chi incontriamo nella nostra vita non siamo in grado di dargli niente, perché la nostra anima e il nostro cuore sono aridi, non siamo più ispirati da Dio.

Ecco perché c’è bisogno di rinnovarsi ogni giorno. In particolare le zelatrici e gli zelatori, accesi dall’amore di Dio, devono diffondere e propagandare la Sua parola, perché essi sono apostoli della misericordia di Dio. Dare sempre nuovo slancio all’apostolato della preghiera, che posa su quattro pilastri:

1)      Contemplazione– contemplare Gesù Sacramentato o Gesù Crocifisso e lasciarsi contemplare da Lui

2)      Zelo – in quanto apostoli comunicare e diffondere l’Amore di Dio

3)      Consacrazione– ricevuta con il Battesimo conferma il nostro legame e il nostro impegno a Dio

4)      Riparazione– non solo riparare ai nostri peccati, ma la preghiera ripara le offese fatte dai peccatori a Dio e al Cuore Sacratissimo di Gesù.

Ringraziamo lo Spirito Santo per averci fatto dono di un Pastore così illuminato e carismatico, che guida il suo gregge con amore, con dedizione e con fervore.

Teresa F.

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